Nino Mustica



Forme Pittoriche Tridimensionali

Pittura Solida è la condizione finale di un iter artistico avviato a partire da un dipinto successivamente digitalizzato, elaborato al computer per ideare una forma enigmatica renderizzata e progettata per una reale materializzazione tridimensionale. Potremmo definirla come la sintesi multimediale della trasposizione sul piano tangibile di un’idea visionaria, nata in forma embrionale nella mente dell’artista, sino a trasformarsi in oggetto sensibile di vetroresina, un entità spaziale a quattro dimensioni, inclusa quella temporale. L’universo dei solidi geometrici perde i suoi connotati iconografici di linearità e supera il conformismo dell’angolo retto e dell’equilibrio delle parti, ma trova altre possibilità di combinazione dei pesi visivi, delle linee spezzate, della statica dell’oggetto, allargando la prospettiva dell’osservazione a più punti di vista in cui è praticamente impossibile testare corrispondenze simmetriche.
Da Giovedì 30 Settembre 1999, 2015
Vetroresina
114 x 83 x 96 cm
Da Lunedì 7 Settembre 1998, 2013
Vetroresina
105 x 85 x 70 cm
Da Lunedì 18 Marzo 1996, 2011
Vetroresina
60 x 40 x 50 cm
Da Mercoledì 12 Luglio 1995, 2011
Vetroresina
58 x 50 x 46 cm
Da Lunedì 12 Ottobre 1998, 2012
Vetroresina
98 x 79 x 70 cm
Da Martedì 20 Febbraio 1996, 2010
Vetroresina
115 x 105 x 110 cm
Da Martedì 8 Gennaio 2008, 2012
Stereolitografia
40 x 56 x 33 cm
Da Giovedì 19 Maggio 2005, 2016
Vetroresina
75 x 85 x 100 cm
Da Giovedì 9 Settembre 1999, 2012
Vetroresina
138 x 78 x 82 cm

Steel

Pittura Solida Steel 1
2010
Acciao inox 308
122 x 195 x 189 cm
Pittura Solida Steel 2
2010
Acciao inox 308
246 x 192 x 144 cm
Pittura Solida Steel 3
2010
Acciao inox 308
142 x 220 x 167 cm
Pittura Solida Steel 5
2010
Acciao inox 308
104 x 126 x 218 cm
Pittura Solida Steel 6
2010
Acciao inox 308
216 x 206 x 184 cm
Pittura Solida Steel 7
2010
Acciao inox 308
125 x 162 x 238 cm


Nino Mustica (Adrano, 26 Agosto 1946 - Milano, 16 Gennaio 2018)

Artista di origine siciliana, Nino Mustica nasce ad Adrano, in provincia di Catania, il 26 agosto 1946. La sua prima formazione avviene tra le mura domestiche, dove la madre gli trasmette la passione per la pittura e la musica e il padre ingegnere quella per il disegno e l’architettura.Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, e prima ancora all’Istituto d’Arte di Catania, dove, ventunenne, vince la cattedra per l’insegnamento di Disegno dal vero ed Educazione visiva, un’attività che considera parte integrante della sua formazione. Viaggiatore curioso, approfondisce la conoscenza della storia dell’arte visitando i musei d’Europa e del mondo durante lunghi soggiorni nelle capitali del Nord, che ama definire una “lezione grafica”, e in quelle del Sud, una “lezione pittorica”. Tra i suoi maestri Giotto, “il primo artista astratto-cromatico della storia”, Piero della Francesca, “il primo concettuale, colui che per primo adotta una costruzione geometrico-matematica”, a seguire gli espressionisti tedeschi, Matisse, Klee e Kandinskij, dei quali studia tecnicamente alcuni particolari.
Tra le esperienze più significative del suo percorso i soggiorni a Londra e Copenhagen, all’inizio degli anni Settanta, e quello a New York, nei primi anni Ottanta. A Londra Mustica si immerge in una cultura libera e votata alla sperimentazione soprattutto nella musica, l’arte che considera più vicina allo spirituale e in grado di influenzare le altre forme espressive. Attraverso la musica, infatti, lascia la figurazione e approda all’astrazione. Nei suoi viaggi in Asia e in Africa trova una mediazione tra la cultura orientale e quella occidentale e il suo segno si fa calligrafico; a sud della Sicilia approfondisce l’intensità della luce e del colore.
Lascia definitivamente la sua terra nel 1986 per trasferirsi a Milano. Continua a insegnare all’Accademia di Belle Arti di Brera, poi a Budapest, all’Università di Belle Arti e ancora a Milano, al Politecnico. In seguito rinuncia a questa attività per dedicarsi completamente alla pittura, di cui sente maggiore l’urgenza: la sua ricerca si concentra soprattutto intorno alla possibilità di plasmare il colore, dando forma alla pittura. Nel 1994 la trasformazione del colore e delle sue emozioni sulla tela in “forme di colore” si rende concreta grazie un programma di computer grafica e modellazione 3D con cui inizia a elaborare la sua pittura, dando vita a un procedimento tuttora unico e del tutto personale. Il dipinto, realizzato con la tecnica tradizionale, viene rielaborato al computer e ridipinto, ottenendone una forma pittorica tridimensionale. In questo processo il passaggio dall’emozione del colore alla forma si esprime attraverso volumi astratti definendo il confine, la pelle di separazione di uno spazio creato virtualmente attraverso un processo di elaborazione del modello in un universo infinito senza gravità, astratto come il colore e il pensiero.
Le forme così ottenute possono essere tradotte in qualunque dimensione, fino all’architettura. Il discorso di Mustica è trasversale: la musica diventa astrazione cromatica, la pittura forma pittorica tridimensionale e quest’ultima architettura. Artista internazionale, il suo lavoro è apprezzato e studiato da pittori, scultori e architetti in tutto il mondo.
Nino Mustica muore a Milano il 16 Gennaio 2018




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