Biografia



Nino Mustica (Adrano, 26 Agosto 1946 – Milano, 16 Gennaio 2018)



Artista di origine siciliana, Nino Mustica nasce ad Adrano, in provincia di Catania, il 26
agosto 1946. La sua prima formazione avviene tra le mura domestiche,
dove la madre gli trasmette la passione per la pittura e la musica e il padre
ingegnere quella per il disegno e l’architettura.Studia all’Accademia di Belle Arti di Roma, e prima ancora all’Istituto
d’Arte di Catania, dove, ventunenne, vince la cattedra per l’insegnamento
di Disegno dal vero ed Educazione visiva, un’attività che considera parte
integrante della sua formazione. Viaggiatore curioso, approfondisce la
conoscenza della storia dell’arte visitando i musei d’Europa e del mondo
durante lunghi soggiorni nelle capitali del Nord, che ama definire una
“lezione grafica”, e in quelle del Sud, una “lezione pittorica”. Tra i suoi maestri Giotto, “il primo artista astratto-cromatico della storia”,
Piero della Francesca, “il primo concettuale, colui che per primo adotta
una costruzione geometrico-matematica”, a seguire gli espressionisti
tedeschi, Matisse, Klee e Kandinskij, dei quali studia tecnicamente alcuni
particolari.


Tra le esperienze più significative del suo percorso i soggiorni a Londra e
Copenhagen, all’inizio degli anni Settanta, e quello a New York, nei primi
anni Ottanta. A Londra Mustica si immerge in una cultura libera e votata
alla sperimentazione soprattutto nella musica, l’arte che considera più
vicina allo spirituale e in grado di influenzare le altre forme espressive.
Attraverso la musica, infatti, lascia la figurazione e approda all’astrazione.
Nei suoi viaggi in Asia e in Africa trova una mediazione tra la cultura
orientale e quella occidentale e il suo segno si fa calligrafico; a sud della
Sicilia approfondisce l’intensità della luce e del colore.


Lascia definitivamente la sua terra nel 1986 per trasferirsi a Milano.
Continua a insegnare all’Accademia di Belle Arti di Brera, poi a Budapest,
all’Università di Belle Arti e ancora a Milano, al Politecnico. In seguito
rinuncia a questa attività per dedicarsi completamente alla pittura, di cui
sente maggiore l’urgenza: la sua ricerca si concentra soprattutto intorno
alla possibilità di plasmare il colore, dando forma alla pittura. Nel 1994 la
trasformazione del colore e delle sue emozioni sulla tela in “forme di
colore” si rende concreta grazie un programma di computer grafica e
modellazione 3D con cui inizia a elaborare la sua pittura, dando vita a un
procedimento tuttora unico e del tutto personale. Il dipinto, realizzato con
la tecnica tradizionale, viene rielaborato al computer e ridipinto,
ottenendone una forma pittorica tridimensionale. In questo processo il
passaggio dall’emozione del colore alla forma si esprime attraverso
volumi astratti definendo il confine, la pelle di separazione di uno spazio
creato virtualmente attraverso un processo di elaborazione del modello in
un universo infinito senza gravità, astratto come il colore e il pensiero.


Le forme così ottenute possono essere tradotte in qualunque dimensione,
fino all’architettura. Il discorso di Mustica è trasversale: la musica diventa
astrazione cromatica, la pittura forma pittorica tridimensionale e
quest’ultima architettura. Artista internazionale, il suo lavoro è apprezzato
e studiato da pittori, scultori e architetti in tutto il mondo.


Nino Mustica muore a Milano il 16 Gennaio 2018